L’incanto dell’autunno in Umbria
A Narni, ogni ottobre, il profumo delle caldarroste invade le vie del borgo medievale. È tempo della Sagra della Castagna, la festa che celebra uno dei frutti più amati dell’autunno e trasforma le stradine di pietra in un tripudio di sapori, musica e convivialità. Quest’anno ho voluto viverla da vicino, partendo proprio dal bosco, là dove tutto inizia.
L’autunno arriva in Umbria, cuore verde d’Italia, che si veste di arancione, giallo e marrone. Le giornate si accorciano, l’aria si fa più fresca e torna la voglia di casa, di camini accesi e di profumi che scaldano il cuore. Ma c’è un luogo che non smette mai di affascinare: il castagneto.

Nel castagneto: profumi e silenzi
Quello dove vado io non è lontano da casa — ci si arriva anche in macchina. Gli alberi sono alti, il terreno è un tappeto di ricci e di castagne che profumano d’aria pulita, di libertà, di fresco. Aprirli uno a uno, magari con i guanti per non pungersi, è un piccolo rito: dentro si scopre sempre un tesoro lucido, dal guscio marrone e dal picciolo bianco, che racconta la genuinità della natura.
Dopo una mattinata nel bosco, tornare a Narni è come cambiare mondo. Il silenzio si dissolve nel chiacchiericcio della piazza, nelle risate, nel crepitio dei bracieri dove le castagne scoppiettano allegre.
Dalla natura alla festa
La Festa della Castagna si terrà quest’anno dal 30 ottobre al 2 novembre 2025, nel cuore del centro storico, in Piazza dei Priori. Organizzata dagli Sbandieratori di Narni, propone caldarroste, vino novello, musica, bandiere e piatti tipici umbri. È un evento che unisce tradizione e convivialità, dove ogni stand profuma di festa e di antichi sapori.
Osservando le caldarroste che escono fumanti dal braciere, non ho potuto non ricordare l’infanzia: le serate davanti al camino, la padella forata, le castagne che si annerivano un po’ ma diventavano morbide e dolci dentro. Bastava un panno di lino e qualche risata per condividere il calore dell’autunno.

A tavola con l’autunno
Anche in cucina, la castagna sa raccontare storie. Tra i dolci più antichi e amati c’è il castagnaccio toscano, semplice e profumato: farina di castagne, olio extravergine d’oliva, rosmarino, pinoli e uvetta. Un tempo dolce contadino, oggi simbolo della cucina d’autunno in tutto il Centro Italia. Ogni forno lo interpreta a modo suo, ma il profumo che sprigiona resta sempre quello della tradizione e della memoria.
Decorare con la natura
E se la castagna riempie la tavola di gusto, può anche decorarla con eleganza. Con foglie secche, rami di bosco, piccole zucche, cachi, melograni, pigne o altra frutta di stagione, si possono creare centrotavola autunnali naturali e caldi, perfetti per portare in casa i colori e i profumi del bosco.
Bastano un cestino di vimini, un po’ di fantasia e la voglia di celebrare la stagione più poetica dell’anno.
Emozioni da raccogliere
Tra un cartoccio di castagne e un bicchiere di vino novello, le stradine di Narni diventano un luogo dell’anima. È bello scoprire come certe tradizioni restino vive e come basti poco per sentirsi parte di qualcosa di antico, autentico e vero.
Raccogliere castagne, in fondo, è un po’ come raccogliere emozioni: ognuna diversa, ognuna nascosta sotto un riccio, pronta a ricordarci quanto è bello rallentare e vivere il ritmo dolce della natura.
Letizia Neri
Vive a Narni, tra colline e castagneti. Ama il profumo dei boschi, i colori dell’autunno e le piccole storie che la natura sa raccontare. Con le sue parole raccoglie emozioni, come si raccolgono le castagne: una alla volta, con cura e meraviglia.