Donne, identità e turismo etico: il volto autentico di Genova raccontato da Unexpected Italy

Genova è una città che non si svela facilmente. Tra i vicoli stretti e i profumi del porto, nasconde un’anima antica e ribelle, che parla di mare, lavoro e libertà. È in questo intreccio di contrasti che nasce “Genova al femminile”, il nuovo itinerario ideato da Unexpected Italy, startup italiana del turismo etico, per raccontare una città attraverso le donne che la vivono, la custodiscono e la reinventano ogni giorno.

Un viaggio in dieci tappe che attraversa botteghe, laboratori, ristoranti e luoghi d’arte, dove la creatività femminile diventa strumento di trasformazione sociale e culturale. “Le donne di Genova sono il simbolo di un’Italia che non si piega alla banalizzazione del turismo,” spiega Elisabetta Faggiana, fondatrice di Unexpected Italy, premiata anche alle Nazioni Unite per il suo approccio innovativo al viaggio consapevole. “Con questo progetto vogliamo mostrare come la tradizione possa diventare futuro, e come l’accoglienza autentica sia una forma di resistenza culturale.”

L’anima femminile di una città libera

Da secoli Genova è raccontata come una città “al femminile”. Petrarca la chiamava “Signora del Mare”, e i cronisti rinascimentali la descrivevano come un luogo dove le donne erano più libere che altrove, capaci di scegliere, commerciare e conversare senza vincoli.

Oggi quella stessa libertà si manifesta nelle protagoniste di Genova al femminile, donne che con determinazione hanno scelto di rimanere o di tornare nella propria città, sfidando l’omologazione e restituendo valore ai gesti quotidiani.

Per Unexpected Italy, questa visione si traduce in un nuovo modello di turismo: un viaggio lento, relazionale e responsabile, che invita i visitatori a scoprire i luoghi non come turisti ma come ospiti. Il percorso fa parte del Manifesto dell’Ospitalità Etica, sottoscritto da quasi 500 realtà italiane, tra botteghe, ristoranti, strutture ricettive e artigiani, che condividono un principio comune: fare impresa nel rispetto del territorio e delle persone.

“Chi firma il Manifesto,” spiega Faggiana, “accetta un impegno reale, non solo simbolico. Significa scegliere la trasparenza, la sostenibilità e la coerenza. Significa dire no alla scorciatoia e sì a un turismo che costruisce relazioni e valore.”

Dieci donne che cambiano la città

L’itinerario inizia nel quartiere multietnico di via Prè, dove Giorgia Losi ha ridato vita a un locale abbandonato creando la Trattoria dell’Acciughetta. A soli 27 anni, ha lasciato un impiego sicuro per tornare a casa e costruire un ristorante che unisce sapori genovesi, contaminazioni contemporanee e una filiera corta fatta di piccoli produttori locali. Oggi, insieme ai soci Matteo e Simone, ha dato vita a un secondo progetto, Quelli dell’Acciughetta, che racconta Genova con la leggerezza di chi crede nella collaborazione e nel territorio.

Nel cuore antico della città, Laura Sailis trasforma l’ospitalità in esperienza attraverso l’Hotel Palazzo Grillo e la Residenza Le Nuvole. Due dimore storiche che diventano narrazioni architettoniche e culturali. Ogni stanza è un frammento della Genova di ieri e di oggi, e ogni ospite viene accolto come parte della comunità. Laura, oggi presidente di Federalberghi Genova, è tra le figure più attive nella promozione di un turismo di qualità che valorizza il centro storico senza snaturarlo.

A pochi passi da via Garibaldi, Martina Francesconi ha aperto Gelatina, una gelateria artigianale che è anche caffè letterario e laboratorio sociale. Qui il gelato diventa strumento di inclusione e racconto del territorio. Gli ingredienti seguono le stagioni, i fornitori sono scelti tra le eccellenze locali, e parte del personale è formato tra giovani con disabilità. Ogni gusto è una storia, ogni cono un atto di bellezza e responsabilità.

Dal profumo dei dolci a quello delle fragranze, Caterina Roncati ha fondato La Strega del Castello, un atelier in cui l’arte alchemica si intreccia con la scienza dei sensi. Ispirata dalla storica Farmacia del Castello, gestita insieme alle sorelle Giovanna ed Emanuela, Caterina crea profumi su misura che evocano ricordi e emozioni, ridando valore al termine “strega” come simbolo di sapienza e libertà.

Nel mondo dell’artigianato contemporaneo spiccano Emanuela Biraghi e Martina Geroni, due ceramiste che interpretano la materia con linguaggi diversi. La prima, fondatrice dello Studio Bira, unisce arte e meditazione creando forme essenziali e spirituali; la seconda, architetta e artista, trae ispirazione dalle antiche tradizioni liguri e rinascimentali per dare vita a oggetti modulari e poetici come la Brocca Airone e il Tablino.

A guidare la cultura pubblica c’è Raffaella Besta, direttrice del Polo Musei di Arte Antica. Con la sua visione ha reso accessibili a un pubblico più vasto i Musei di Strada Nuova, custodi di capolavori di Caravaggio, Rubens e Van Dyck. La sua missione è far vivere il patrimonio artistico non come reliquia, ma come parte del presente.

L’itinerario continua tra gusto e memoria: le sorelle Federica e Alessandra, insieme alla maggiore Paola, gestiscono il ristorante I Canovacci, un luogo dove ogni piatto racconta Genova con semplicità e autenticità. Dalle farine ai vini, tutto è scelto con cura e rispetto per la filiera locale.

Nel campo del design tessile, Luisa Mongiardino ha fondato Le Tele, laboratorio in cui il lino e il cotone si intrecciano con la poesia del quotidiano. Le sue creazioni – tovaglie, tende, poltrone – raccontano la manualità genovese e l’arte di dare nuova vita ai materiali.

Infine, nel cuore di via di Scurreria, Elisabetta Comotto porta avanti la tradizione orafa genovese nella storica bottega Carlo Sforza. I suoi gioielli, realizzati con tecniche antiche e forme moderne, sono piccoli racconti di luce che uniscono eredità e innovazione.

Unexpected Italy: la tecnologia che tutela l’anima dei luoghi

Nata tra Londra e l’Italia, Unexpected Italy è una piattaforma travel tech che sta ridefinendo il modo di viaggiare. Fondata da Elisabetta Faggiana e Savio Losito, la startup è presente in 13 territori italiani, da Roma a Venezia, da Torino alla Valle d’Itria. La sua missione è chiara: creare un turismo che non sfrutta, ma valorizza, e che mette al centro la relazione umana.

Grazie a un sofisticato sistema di geolocalizzazione e a un metodo di selezione manuale, l’app propone itinerari personalizzati costruiti su affinità e valori, non su mode o algoritmi commerciali. “Non tutti i luoghi devono essere per tutti,” afferma Losito. “Vogliamo favorire un incontro autentico tra viaggiatori e comunità locali.”

Premiata con il Roma Startup Award e segnalata dalla stampa internazionale per il suo impatto etico, la piattaforma dimostra che innovazione e responsabilità possono convivere.

Genova, città di mare e di donne

Con il progetto Genova al femminile, Unexpected Italy invita a guardare la città con occhi nuovi: non solo come destinazione turistica, ma come luogo di incontri, storie e scelte consapevoli.

Genova torna a essere “Signora del Mare”, ma anche signora del coraggio, dell’ingegno e della creatività. Le sue donne, artigiane, imprenditrici, curatrici, sono la prova che il futuro può nascere dal rispetto per le radici.

Questo viaggio non è solo un itinerario urbano, ma una dichiarazione d’amore per l’Italia autentica: quella che non cede alle mode, ma continua a creare bellezza con gesti semplici e veri.
Un’Italia che resiste, accoglie e si rinnova. Un’Italia, ancora una volta, unexpected.